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Strumenti utilizzabili dal mediatore con la coppia

Il mediatore deve essere molto empatico, ovvero deve avere un’ottima capacità di immedesimazione prestando però attenzione a non far proprie le emozioni altrui rischiando altrimenti di perdere l’imparzialità, fondamentale per questa professione; dovrà inoltre astenersi da dare consigli e da esprimere giudizi e pareri.

Dev’essere un buon ascoltatore, utilizzerà un ascolto partecipe ovvero entrando in relazione empatica utilizzerà un ascolto mentale e razionale, cercando di identificarsi con le parti eliminando pregiudizi e distrazioni, si concentrerà quindi su quanto sentito e recepito tramite il verbale e non verbale.

Quali strumenti sono utilizzabili dal mediatore?

La riformulazione, ovvero durante gli incontri spesso ripeterà quanto sentito da una parte per esser sicuro di aver compreso quanto esplicitato, decodificando ma senza interpretare, potrà anche far emergere quanto non espresso direttamente, in modo tale da far sentire la parte accolta e ascoltata.

Può avvalersi di diversi strumenti come utilizzo di domande che possono essere aperte per favorire la narrazione, chiuse per informazioni precise e circolari per coinvolgere entrambe le parti, farà emergere emozioni e sensazioni cercando di far capire ad una parte cosa sente o ha sentito l’altro.

Utilizzerà dei feedback i quali non dovranno mai giudicare, etichettare, minimizzare o compatire. Cercherà di contenere generalizzazioni e svalorizzazioni delle parti, ma tenderà sempre ad approfondire e chiarire quanto viene detto.

Utilizzerà spesso metafore al fine di indurre un cambiamento nell’immaginario delle parti.

Un altro strumento utilizzato sono i genogrammi, ovvero raffigurazioni grafiche delle relazioni familiari e affettive di entrambe le parti tramite simboli, questo consente di vedere visivamente dove sussistono buoni rapporti o dove vi sono interruzioni, è uno strumento molo utile per le parti.

Dovrà sostanzialmente essere in grado di riportare tutto su un piano paritario distribuendo in maniera equa le responsabilità, sapendo gestire tutte le emozioni presenti al tavolo.