La comunicazione in mediazione

La comunicazione in Mediazione

Il significato della parola comunicare vuol dire: rendere noto, far sapere, rendere partecipi di un sentimento, di una passione, entrare in comunicazione o relazione… insomma trasmettere qualcosa a qualcuno, ESPRIMERE.

La comunicazione è composta da diversi elementi: un emittente colui che esprime un messaggio, un ricevente colui al quale è riferito, un codice cioè parole toni immagini che creano il messaggio, un canale per trasferirlo, e il messaggio ovvero quanto vuol essere comunicato.

Il messaggio è polisenso, intenzionale e carico di indizi di chi comunica, è inoltre dinamico, in quanto vi è una negoziazione costante tra le parti.

Solitamente con comunicazione si intende quanto espresso oralmente dimenticandosi del linguaggio non verbale, ovvero quello inconsapevole e non intenzionale fatto di sguardi, gesti e atteggiamenti che vengono colti dal ricevente con maggiore intensità rispetto alle singole parole.

Basti pensare che all’interno di una comunicazione, il verbale incide per il 7%, a differenza del non verbale che incide per il 55%, il restante è occupato dal paraverbale; ma dedicherò più avanti un altro articolo sugli elementi e stili di comunicazione.

Le coppie che arrivano in mediazione spesso non comunicano più o comunicano nella maniera sbagliata.

La fine o crisi di un rapporto sono carichi di emozioni e sentimenti spesso negativi: rabbia, dolore, sconforto, paura… questi sono accompagnati dalla voglia di vendetta e di vittoria, creando così attriti verbali che spesso portano a costruire muri invalicabili.

Ecco che serve l’aiuto di qualcuno capace di farvi abbattere questi muri e capace di riportarvi a comunicare come genitori e non come rivali, facendovi guardare all’interesse e bisogni dei vostri figli.

Spesso in un conflitto si cerca di far prevalere il nostro punto di vista anziché quello altrui, questo blocca una forma di comunicazione circolare, in cui ognuno è libero di esprimersi e farsi capire, accrescendo fraintendimenti e allontanamenti.

Il mediatore è un facilitatore della comunicazione, dovrà stimolare le parti a comunicare nella giusta maniera, dettando tempi e modi, dovrà sostenervi e dovrà ascoltarvi.

Utilizzerà una forma di ascolto empatica, ovvero esprimerà la sue idee senza valutazioni, esprimerà messaggi chiari con congruenza tra verbale e non verbale, indicherà la via per una buona collaborazione senza accuse o giudizi.

Il mediatore dovrà inoltre capire quali messaggi si nascondono dietro mancate comunicazioni o frasi aggressive, i così chiamati “bisogni non detti” , sarà in grado di cogliere le vostre emozioni e cercherà di rimandarle all’altra parte per renderla consapevole.

Dovete tornare ad essere in grado di capirvi e collaborare se volete trovare accordi condivisi durevoli nel tempo.

Hai trovato l’articolo interessante? Condividilo