FAMIGLIA… F A M I L Y

FAMIGLIA F A M I L Y

Come meglio può esser rappresentato il significato di famiglia?!

Padre e  madre ecco le parole chiave da NON dimenticare…

Nonostante le crisi, le difficoltà, i litigi che spesso si concludono con separazioni o divorzi, ciò che mai cambierà saranno i vostri ruoli di  PADRE E MADRE.

Molteplici possono essere i fattori che vi hanno portato alla fine di un rapporto o ad una crisi profonda, ma ciò che non dovrete mai scordare è che questo ruolo vi appartiene e anche se non più come coppia potrete e dovrete continuare ad essere degli ottimi genitori.

E’ necessaria la vostra volontà, la capacità di sapersi ascoltare e collaborare anzichè litigare o farsi ripicche che verranno pagate da voi e anche ingiustamente dai vostri figli.

I vostri figli hanno tutti i diritti di crescere in un ambiente sereno, pieno d’ affetto e con genitori che si rispettino e collaborino al fine di educarli e accompagnarli al meglio nelle varie fasi della vita.

La mediazione familiare è un percorso finalizzato ad aiutarvi anche in questo, lasciatevi accompagnare.

VACANZE FINITE

Vacanze finite

Ed eccoci alla fine di Agosto…

ferie finite per molti,

qualcuno quasi non vedeva l’ora di riprendere la solita routine…

In tanti vi state lamentando di come le avete trascorse:

chi è partito felice ed è tornato in crisi di coppia,

chi già in crisi e tenta le ferie come possibile riavvicinamento, ma resta deluso e torna totalmente “scoppiato”,

chi già separato e con figli lamenta di innumerevoli discussioni pre partenza dovute all’ organizzazione di queste, litigi sulle date, litigi sulle reciproche educazioni, litigi per mancanza di dialogo con annessa difficoltà di prenotazione di queste, litigi nel mentre causati da non risposte al telefono o cambiamenti di programma dell’ ultimo minuto.

La mediazione familiare si rivela MOLTO utile anche in queste occasioni.

Non fatevi trovare impreparati per le prossime ferie, lavorando assieme anticipatamente possono essere godute al meglio e come meritate.

E ora dove andrò a vivere?

E ora dove andrò a vivere?

Purtroppo la fine di un rapporto di coppia ha come inevitabile conseguenza anche questa fase…il fatto che una delle due parti, o entrambe nel caso in cui le spese singolarmente non fossero sostenibili, sia costretta a cambiare dimora.

Questa tappa è una delle più dolorose da affrontare, in quanto in questo periodo il tutto è già molto amplificato e pesante dal punto di vista emotivo, e qualsiasi argomento diventa fonte di discussione.

Innanzitutto spesso non è facile accettare in partenza la fine del rapporto, successivamente la ricerca di una nuova abitazione diventa spesso ulteriore motivo di conflitto.

L’incapacità di ritrovarsi da soli e dover gestire tutto, dover riorganizzare le abitudini della nuova vita, le spese da affrontare, cercare la soluzione ottimale per i figli, per non allontanarsi troppo e per non creare loro eccessivi sconvolgimenti, allo stesso tempo non dover essere troppo vicini, in quanto la fine di un rapporto deve anche segnare un distacco netto tale da far sentire “libere” le persone.

Le parti si ritrovano smarrite, tristi e preoccupate per loro e per i figli, inoltre in questo periodo a causa delle innumerevoli sofferenze comunicheranno male, rendendo sempre più difficile il fatto di potersi comprendere e quindi successivamente riorganizzare la nuova vita.

Il mediatore accompagna le parti oltre che nel momento iniziale della separazione anche in questa delicata  fase, aiuta le parti a comunicare in maniera funzionale, a rinconoscere le sofferenze e i bisogni propri e altrui, a ridimensionare il dolore di tutte le tappe del percorso.

Collabora con esse e le aiuta anche in questo momento così diffcile al fine di ritrovare la soluzione ottimale per tutti i componenti del nucleo familiare.

E’ necessario conoscere e diffondere la mediazione familiare come valido strumento per il benessere di tutte le parti.

Come cambiano le coppie

Come cambiano le parti

La cosa che maggiormente mi affascina del mio lavoro è osservare come le parti riescano a cambiare atteggiamento durante il corso degli incontri.

Tante sono le volte in cui vedo arrivare coppie o ex coppie con due macchine… due persone divenute totalmente estranee nonostante una parte di vita passata assieme e condivisa… camminano distanti… non si aspettano e non si rivolgono la parola.

Quando si ritrovano seduti nella sala d’aspetto non si guardano e non si parlano, o se lo fanno, si percepiscono toni inaspriti e taglienti.

Una volta entrati nella stanza della mediazione è facile intuire quale sia il loro stato emotivo in base a come si siedono, solitamente quando arrivano come descritto sopra tendono a mettersi alla maggior distanza possibile, coi corpi rivolti da parti opposte, il tutto in maniera inconsapevole (il linguaggio del corpo spesso è molto più esplicito di quello verbale).

Quando si inizia l’ incontro, come un fiume, iniziano a scorrere tutte le problematiche verificatesi nei giorni precedenti o pre incontro, il tutto accompagnato da toni forti e insulti.

Ecco che compito del mediatore è quello di riuscire a intendere cosa le parti si vogliono dire dietro a quei toni e quelle parole forti, per riportarlo nella maniera più corretta ai clienti, al fine di aiutarli a ricomprendersi.

Il mediatore, che dev’ essere un professionista qualificato, si avvale di una serie di strumenti che consentiranno alle parti di tornare a comunicare nella maniera più ottimale e quindi capirsi, permettendo così a questi di riuscire a giungere ad accordi condivisi e sostenibili e di poter essere poi autonomi in futuro, sia nel caso in cui si stia affrontando una separazione, sia nel caso di una crisi.

Ecco che, una volta che le parti si sentono accolte dal mediatore, ascoltate e comprese dall’altra parte , i toni diventeranno meno aspri, i corpi tenderanno meno da parti opposte e il clima sarà più leggero e sostenibile per tutti.

Si riuscirà così a trovare un accordo, il quale sarà poi provato nei giorni a seguire fino all’ incontro successivo.

Vedere i miei clienti entrare in modalità “guerra” e uscire accompagnati da un’atmosfera più distesa è la parte più gratificante, percepire il conflitto che si riduce, aiutare le parti a stare meglio e riorganizzare concretamente il presente e futuro puntando al benessere di tutti i componenti e dei figli è ciò che amo della mia professione.

Il conflitto è comune a tutti i rapporti, saperlo gestire ne evita l’esasperazione.

Bisogna diffondere e far conoscere la mediazione per poter evitare tante situazioni altamente conflittuali che sarebbero risolvibili diversamente.

I principi della Mediazione Familiare

I principi della mediazione familiare

Anche se vi separate, non perdete il dovere di essere genitori

 

“Dopo 50 anni di matrimonio, vedo che alcuni mariti ancora carezzano le loro mogli. Hanno gli occhi con la luce della gioia di tanti anni di complementarietà e reciprocità. Non hanno paura della differenze, questa sfida arricchisce”. E “se vi separate non perdete il dovere di essere genitori. Non parlate male l’uno dell’altro. I figli così imparano l’ipocrisia, per approfittare dell’uno e dell’altro”. Perciò “mai parlare ai figli male dell’altro genitore. I figli sono le prime vittime di questa lotta e di questo odio che c’è tante volte tra i due. I figli sono sacri, non ferirli. Dite loro: “guarda papa” e mamma non si capiscono. Meglio separarsi, ma tuo papà è un buon uomo’, oppure “tua mamma è una brava donna””.

Ecco che le parole del nostro Papa Francesco riflettono perfettamente alcuni principi importanti della Mediazione Familiare.

Un percorso che si rivolge a coppie sposate o conviventi con o senza figli, o anche coppie semplicemente in crisi, finalizzato ad aiutare le parti al raggiungimento, o cambiamento secondo bisogni di vita, di accordi economici e familiari CONDIVISI e dunque SOSTENIBILI.

L’obiettivo è quello di aiutare le parti al raggiungimento della bigenitorialità, tutelando i bisogni dei figli, nel caso in cui vi fossero, i quali spesso sono coloro che pagano le peggiori conseguenze…

Si può restare genitori anche se non più coppia.

Nel caso in cui non vi fossero figli l’obiettivo sarà quello di aiutare le parti a cooperare, in quanto il conflitto fa parte di ogni rapporto, saperlo gestire è fondamentale per evitarne l’esasperazione.

E’ un percorso più breve ed economico di quello che si svolge davanti ai Tribunali, garantendo sempre la privacy delle parti , è meno stressante per tutti i componenti e permette di ritrovare una COMUNICAZIONE FUNZIONALE consentendo così alle parti di poter collaborare e riorganizzare il futuro della nuova vita familiare.