E ora dove andrò a vivere?

E ora dove andrò a vivere?

Purtroppo la fine di un rapporto di coppia ha come inevitabile conseguenza anche questa fase…il fatto che una delle due parti, o entrambe nel caso in cui le spese singolarmente non fossero sostenibili, sia costretta a cambiare dimora.

Questa tappa è una delle più dolorose da affrontare, in quanto in questo periodo il tutto è già molto amplificato e pesante dal punto di vista emotivo, e qualsiasi argomento diventa fonte di discussione.

Innanzitutto spesso non è facile accettare in partenza la fine del rapporto, successivamente la ricerca di una nuova abitazione diventa spesso ulteriore motivo di conflitto.

L’incapacità di ritrovarsi da soli e dover gestire tutto, dover riorganizzare le abitudini della nuova vita, le spese da affrontare, cercare la soluzione ottimale per i figli, per non allontanarsi troppo e per non creare loro eccessivi sconvolgimenti, allo stesso tempo non dover essere troppo vicini, in quanto la fine di un rapporto deve anche segnare un distacco netto tale da far sentire “libere” le persone.

Le parti si ritrovano smarrite, tristi e preoccupate per loro e per i figli, inoltre in questo periodo a causa delle innumerevoli sofferenze comunicheranno male, rendendo sempre più difficile il fatto di potersi comprendere e quindi successivamente riorganizzare la nuova vita.

Il mediatore accompagna le parti oltre che nel momento iniziale della separazione anche in questa delicata  fase, aiuta le parti a comunicare in maniera funzionale, a rinconoscere le sofferenze e i bisogni propri e altrui, a ridimensionare il dolore di tutte le tappe del percorso.

Collabora con esse e le aiuta anche in questo momento così diffcile al fine di ritrovare la soluzione ottimale per tutti i componenti del nucleo familiare.

E’ necessario conoscere e diffondere la mediazione familiare come valido strumento per il benessere di tutte le parti.

Come cambiano le coppie

Come cambiano le parti

La cosa che maggiormente mi affascina del mio lavoro è osservare come le parti riescano a cambiare atteggiamento durante il corso degli incontri.

Tante sono le volte in cui vedo arrivare coppie o ex coppie con due macchine… due persone divenute totalmente estranee nonostante una parte di vita passata assieme e condivisa… camminano distanti… non si aspettano e non si rivolgono la parola.

Quando si ritrovano seduti nella sala d’aspetto non si guardano e non si parlano, o se lo fanno, si percepiscono toni inaspriti e taglienti.

Una volta entrati nella stanza della mediazione è facile intuire quale sia il loro stato emotivo in base a come si siedono, solitamente quando arrivano come descritto sopra tendono a mettersi alla maggior distanza possibile, coi corpi rivolti da parti opposte, il tutto in maniera inconsapevole (il linguaggio del corpo spesso è molto più esplicito di quello verbale).

Quando si inizia l’ incontro, come un fiume, iniziano a scorrere tutte le problematiche verificatesi nei giorni precedenti o pre incontro, il tutto accompagnato da toni forti e insulti.

Ecco che compito del mediatore è quello di riuscire a intendere cosa le parti si vogliono dire dietro a quei toni e quelle parole forti, per riportarlo nella maniera più corretta ai clienti, al fine di aiutarli a ricomprendersi.

Il mediatore, che dev’ essere un professionista qualificato, si avvale di una serie di strumenti che consentiranno alle parti di tornare a comunicare nella maniera più ottimale e quindi capirsi, permettendo così a questi di riuscire a giungere ad accordi condivisi e sostenibili e di poter essere poi autonomi in futuro, sia nel caso in cui si stia affrontando una separazione, sia nel caso di una crisi.

Ecco che, una volta che le parti si sentono accolte dal mediatore, ascoltate e comprese dall’altra parte , i toni diventeranno meno aspri, i corpi tenderanno meno da parti opposte e il clima sarà più leggero e sostenibile per tutti.

Si riuscirà così a trovare un accordo, il quale sarà poi provato nei giorni a seguire fino all’ incontro successivo.

Vedere i miei clienti entrare in modalità “guerra” e uscire accompagnati da un’atmosfera più distesa è la parte più gratificante, percepire il conflitto che si riduce, aiutare le parti a stare meglio e riorganizzare concretamente il presente e futuro puntando al benessere di tutti i componenti e dei figli è ciò che amo della mia professione.

Il conflitto è comune a tutti i rapporti, saperlo gestire ne evita l’esasperazione.

Bisogna diffondere e far conoscere la mediazione per poter evitare tante situazioni altamente conflittuali che sarebbero risolvibili diversamente.

I principi della Mediazione Familiare

I principi della mediazione familiare

Anche se vi separate, non perdete il dovere di essere genitori

 

“Dopo 50 anni di matrimonio, vedo che alcuni mariti ancora carezzano le loro mogli. Hanno gli occhi con la luce della gioia di tanti anni di complementarietà e reciprocità. Non hanno paura della differenze, questa sfida arricchisce”. E “se vi separate non perdete il dovere di essere genitori. Non parlate male l’uno dell’altro. I figli così imparano l’ipocrisia, per approfittare dell’uno e dell’altro”. Perciò “mai parlare ai figli male dell’altro genitore. I figli sono le prime vittime di questa lotta e di questo odio che c’è tante volte tra i due. I figli sono sacri, non ferirli. Dite loro: “guarda papa” e mamma non si capiscono. Meglio separarsi, ma tuo papà è un buon uomo’, oppure “tua mamma è una brava donna””.

Ecco che le parole del nostro Papa Francesco riflettono perfettamente alcuni principi importanti della Mediazione Familiare.

Un percorso che si rivolge a coppie sposate o conviventi con o senza figli, o anche coppie semplicemente in crisi, finalizzato ad aiutare le parti al raggiungimento, o cambiamento secondo bisogni di vita, di accordi economici e familiari CONDIVISI e dunque SOSTENIBILI.

L’obiettivo è quello di aiutare le parti al raggiungimento della bigenitorialità, tutelando i bisogni dei figli, nel caso in cui vi fossero, i quali spesso sono coloro che pagano le peggiori conseguenze…

Si può restare genitori anche se non più coppia.

Nel caso in cui non vi fossero figli l’obiettivo sarà quello di aiutare le parti a cooperare, in quanto il conflitto fa parte di ogni rapporto, saperlo gestire è fondamentale per evitarne l’esasperazione.

E’ un percorso più breve ed economico di quello che si svolge davanti ai Tribunali, garantendo sempre la privacy delle parti , è meno stressante per tutti i componenti e permette di ritrovare una COMUNICAZIONE FUNZIONALE consentendo così alle parti di poter collaborare e riorganizzare il futuro della nuova vita familiare.

 

QUANDO ricorrere alla mediazione familiare?

Quando ricorrere alla mediazione familiare?

Tante volte mi viene domandato: ” ma quando è possibile ricorrere alla mediazione familiare?”

Ho quindi ritenuto importante scrivere un breve elenco in cui compaiono i motivi più diffusi per cui si ricorre alla mediazione familiare:

– crisi di coppia non finalizzata a separazione o divorzio, in questo caso si svolgerà una gestione del conflitto

– crisi di coppia finalizzata alla separazione o divorzio con o senza figli

– crisi per coppie sposate o conviventi

– capacità comunicativa ridotta o interrotta dopo lunghi periodi di discussioni e scontri

– difficoltà nella comunicazione ai figli della decisione della separazione

– motivi di disaccordo su questioni economiche

– incapacità di gestione dei figli durante e dopo la separazione

– disaccordi sulle turnazioni ( week-end, festività, ferie)

– necessità di modificare gli accordi presi in precedenza

– conflitti o disaccordi tra parenti su questioni ereditarie

VANTAGGI del percorso di mediazione familiare:

– costi e tempi inferiori rispetto a quelli necessari davanti ai Tribunali

– maggiori possibilità per le parti di esprimersi

– è un percorso meno stressante per le parti e per i figli

– mantenimento della privacy

– accordi condivisi scelti dalle parti e dunque sostenibili

– il mediatore è neutrale, non parteggerà per nessuna delle parti

– ripresa di una comunicazione funzionale al benessere di tutti

CONOSCIAMO E CONDIVIDIAMO L’ IMPORTANZA DELLA MEDIAZIONE FAMILIARE PER UN BENESSERE A 360 GRADI.

Comunicare la separazione ai figli

Cari genitori,

spesso durante i nostri incontri mi capita di dover affrontare l’ inevitabile argomento della comunicazione della separazione ai vostri figli.

Questo è sicuramente uno degli argomenti più importanti e delicati da trattare in quanto una sbagliata comunicazione, poca chiarezza o l’assenza di una delle parti in tale occasione potrebbero creare non pochi problemi ai vostri figli, i quali, come sempre mi impegno a ripetere: non devono essere coloro che pagano le conseguenze della fine di un rapporto di coppia.

Ed ecco che quando si arriva a questo difficile momento le vostre espressioni mutano, le preoccupazioni aumentano e spesso anche le discussioni.

Questo avviene poichè non sempre riuscite ad essere concordi inizialmente sul come e quando farlo, o semplicemente state ancora comunicando in maniera non funzionale e dunque non riuscite a comprendervi visto il periodo particolarmente delicato.

Spesso mi capita di sentirvi dire: e ora come lo dobbiamo comunicare ai nostri figli? Quali saranno le loro reazioni? Chi lo deve fare? Quando, come, dove?

Ogni caso è a se cari genitori, non potrò essere io ad imporvi o decidere per voi, assieme, collaborando e ritrovando la giusta modalità di comunicazione tra voi, troveremo la soluzione ottimale per evitare traumi ai vostri figli e affinchè entrambi possiate assumervi le medesime responsabilità e possiate sentirvi il più sereni possibili.

Inoltre spesso si sottovaluta il fatto che i vostri figli potrebbero aver già intuito qualcosa a proposito della vostra situazione e che quindi spesso il vostro chiarimento sarà differente da come lo immaginate, dovrete quindi esser pronti a gestire questo confronto al meglio per tutti voi.

Bisogna essere in grado di far capire loro che ovviamente ci saranno delle diverse organizzazioni di vita, ma che entrambi resterete genitori per sempre anche se non più coppia, che il vostro affetto non mancherà e non muterà mai e soprattutto bisogna rassicurarli sul fatto che non sono loro i responsabili dell’ accaduto.

La comunicazione della separazione è il primo importante passo per l’inizio di un buon percorso, affrontiamola assieme nella maniera giusta per ottenere un ottimo risultato finale.