Centralità del figlio e come mantenerla

Centralità del bambino e come mantenerla
La mediazione familiare è un strumento di gestione del conflitto insorto prima, durante e dopo la cessazione dei rapporti di coppia utile per garantire la genitorialità condivisa, prevenendo disagi dei figli, come il diritto “a preservare le relazioni familiari, a non esser separati dai genitori, a mantenere rapporti regolari e frequenti con ciascuno di essi e ad essere ascoltati” . E’ necessario “mantenere inalterata la centralità del figlio nella costruzione comune del nuovo assetto familiare” come citato dalla Carta dei Diritti dei figli nella separazione dei genitori, recentemente pubblicata dall’Autorità Garante dell’Infanzia e l’Adolescenza.
 La presenza di nuove persone nella vita del bambino implica una maggior complessità nella gestione delle dinamiche relazionali e in nuovi scenari della conflittualità. Attraverso la mediazione i figli possono veder soddisfatti i loro bisogni evolutivi e tutelati i loro diritti, aiutando adulti e bambini nel processo di accettazione/adattamento alla nuova vita. Fondamentale è il diritto del figlio ad esprimere liberamente la propria opinione su ogni questione che lo interessa, tenendo conto della sua età e del suo grado di maturità (art. 12 della Convenzione ONU sui Diritti del Fanciullo)
In conclusione, la mediazione familiare è uno strumento molto appropriato in caso di ricomposizione familiare ai fini della salvaguarda dei legami familiari, favorendo la cooperazione tra tutti gli adulti coinvolti per il sereno sviluppo dei figli. Appropriato per la sua flessibilità, che permette pianificare e strutturare un percorso “su misura”, adattandolo alla maggiore complessità di queste situazioni, e articolando al suo interno uno spazio di parola ai figli, che contribuisca a migliorare la comunicazione familiare.

CO-GENITORIALITà

CO-GENITORIALITà

Si sente tanto parlare di MEDIAZIONE FAMILIARE ultimamente, ma a cosa serve?

– pacificare relazioni familiari

– responsabilizzare

– dialogare

– esercitare responsabilità genitoriale

– giungere ad accordi condivisi, economici e familiari

Si rivolge a chi?

– coppie in crisi

– coppie in separazione / divorzio

– coppie con o senza figli

– parenti

Vantaggi?

– riservatezza

– tempi ridotti

– costi ridotti

 

“Litigare bene” è possibile

Litigare bene è possibile

Pensate sia impossibile discutere in maniera civile, senza urlare e senza insultarsi?!

Vi state sbagliando, una soluzione esiste…

La mediazione fa bene ai bambini. È una pausa, una boccata d’aria all’interno dei conflitti delle coppie che si separano. È un momento di riflessione sulla crisi all’interno di una contesa. Ed è un’occasione per risolverla ponendo al centro i diritti di bambini e ragazzi. La mediazione insegna agli adulti a “litigare bene”, per alleggerire e superare il conflitto.

Quali colpe hanno i più piccoli? Perchè farli sentire responsabili di situazioni che non hanno scelto?!

Non a caso la Convenzione europea sull’esercizio dei diritti dei fanciulli del 1996 è stata, per prima, a promuovere il ricorso alla mediazione familiare. Essa è un istituto giuridico ed uno strumento sociale.

Per i figli la separazione è infatti un cambiamento radicale, spesso traumatico. Un evento che apre una nuova fase affettiva e relazionale, nella quale la mediazione gioca un ruolo di pre-riassestamento.

La mediazione è un percorso volontario, riservato, intimo. Attraverso di essa si giunge ad accordi CONDIVISI nell’interesse dei figli, questi sono cruciali per la vita di chi ha una personalità in formazione.

E’ necessario convincersi che la mediazione non è solo un istituto, bensì un “prerequisito culturale”. Per ricorrere alla mediazione bisogna conoscerla ed esserne consapevoli.

La Carta dei diritti dei figli nella separazione

La Carta dei diritti dei figli

Nasce in Italia la “Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori”. Dieci punti fermi che individuano altrettanti diritti di bambini e ragazzi alle prese con un percorso che parte dalla decisione dei genitori di separarsi.  “Al centro il punto di vista dei figli di chi si separa”  I principi fondanti della Carta sono ispirati alla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

I bambini e i ragazzi  hanno diritto a preservare le relazioni familiari, a non esser separati dai genitori, a mantenere rapporti regolari e frequenti con ciascuno di essi e, soprattutto, a essere ascoltati sulle questioni che li riguardano”.

Il documento promuove la centralità dei figli proprio nel momento della crisi della coppia, I genitori, pur se separati, non smettono di essere genitori.  La Carta si apre con il diritto dei figli di continuare ad amare ed essere amati da entrambi i genitori. E di mantenere i loro affetti.  I figli devono poter stare al centro della vita dei genitori. Il genitore deve poter essere un faro, un riferimento, la prima persona a cui il figlio pensa di rivolgersi in caso di difficoltà e per condividere gioia ed entusiasmo. Per aiutare i figli bisogna renderli consapevoli che nel cuore e nella testa si ha un posto per loro.

Tra gli altri diritti individuati dalla Carta quello di continuare a essere figli e vivere la loro età, di essere informati e aiutati a comprendere la separazione dei genitori. E ancora: bambini e ragazzi nelle separazioni hanno diritto a essere ascoltati e a esprimere i propri sentimenti, a non subire pressioni e che le scelte che li riguardano siano condivise da entrambi i genitori. I figli, infine, hanno diritto a non essere coinvolti nei conflitti tra genitori, al rispetto dei loro tempi, a essere preservati dalle questioni economiche e a ricevere spiegazioni sulle decisioni che li riguardano.

Mediazione familiare e bigenitorialità

bigenitorialità e mediazione familiare

“Il principio di bigenitorialità è il principio etico in base al quale un bambino ha una legittima aspirazione, ovvero un legittimo diritto a mantenere un RAPPORTO STABILE con ENTRAMBI i genitori, anche nel caso questi siano separati o divorziati, ogni qual volta non esistano impedimenti che giustifichino l’allontanamento di un genitore dal proprio figlio.

Tale diritto si basa, in questa impostazione, sul fatto che essere genitori è un impegno che si prende nei confronti dei figli e non dell’altro genitore, per cui esso NON PUò E NON DEVE essere influenzato da un’eventuale separazione. Né su di lui si può far ricadere la responsabilità di scelte separative dei genitori.”

Quanto è importante per le parti e per i figli riuscire a mantenere un rapporto continuativo nonostante i cambiamenti di vita?!

Non lasciamo che sentimenti, incomprensioni, litigi e rancori influenzino negativamente i rapporti.

Attraverso il percorso di mediazione familiare è possibile ricreare la giusta modalità di comunicazione attraverso la quale sarà possibile comprendere i bisogni di tutte le parti e poter poi gestire al meglio l’ organizzazione di tutta la vita futura.