Centralità del figlio e come mantenerla

Centralità del bambino e come mantenerla
La mediazione familiare è un strumento di gestione del conflitto insorto prima, durante e dopo la cessazione dei rapporti di coppia utile per garantire la genitorialità condivisa, prevenendo disagi dei figli, come il diritto “a preservare le relazioni familiari, a non esser separati dai genitori, a mantenere rapporti regolari e frequenti con ciascuno di essi e ad essere ascoltati” . E’ necessario “mantenere inalterata la centralità del figlio nella costruzione comune del nuovo assetto familiare” come citato dalla Carta dei Diritti dei figli nella separazione dei genitori, recentemente pubblicata dall’Autorità Garante dell’Infanzia e l’Adolescenza.
 La presenza di nuove persone nella vita del bambino implica una maggior complessità nella gestione delle dinamiche relazionali e in nuovi scenari della conflittualità. Attraverso la mediazione i figli possono veder soddisfatti i loro bisogni evolutivi e tutelati i loro diritti, aiutando adulti e bambini nel processo di accettazione/adattamento alla nuova vita. Fondamentale è il diritto del figlio ad esprimere liberamente la propria opinione su ogni questione che lo interessa, tenendo conto della sua età e del suo grado di maturità (art. 12 della Convenzione ONU sui Diritti del Fanciullo)
In conclusione, la mediazione familiare è uno strumento molto appropriato in caso di ricomposizione familiare ai fini della salvaguarda dei legami familiari, favorendo la cooperazione tra tutti gli adulti coinvolti per il sereno sviluppo dei figli. Appropriato per la sua flessibilità, che permette pianificare e strutturare un percorso “su misura”, adattandolo alla maggiore complessità di queste situazioni, e articolando al suo interno uno spazio di parola ai figli, che contribuisca a migliorare la comunicazione familiare.